lunedì 3 luglio 2017

Paolo Villaggio - Fantozzi


Mia madre odiava Fantozzi ma amava Villaggio.

Io amo il Villaggio scrittore, il Fantozzi dei libri.

Massimo Del Papa ha scritto un bell'articolo "Villaggio e la coscienza spietata dell'Italia".

Se penso a Fantozzi io penso a Luca, un estimatore di tutti i suoi film, conosceva a memoria le battute, i nomi dei personaggi e degli attori e poi guardo ancora piu' indietro e vedo la mia infanzia lontana, i cortili appestati, i sassi da lanciare, le siepi, i cani randagi, tutti i bambini e le bambine e i loro volti e il loro sudore e le loro urla, le loro risi e i vecchi seduti a giocare a carte e bere Barbera, le vecchie a darci scappellotti se riuscivano a beccarci.

Vedo le ginocchia rovinate e i lividi su parti impensabili del corpo, vedo Te che ti buchi dentro alla tua Ritmo e mi chiedi un Cucciolone quando ti riprendi, vedo Italia '90, Roberto Baggio, vedo un mondo dove stavo da cani ma che mi sembra, oggi, piu' umano, piu' lento, piu' vivibile di quello targato 2017. 
O forse sono solo invecchiato, sono un quarantenne senza molti scopi nella vita che guarda al passato con una malinconia che sa di disperazione.
Forse è per questo che oggi la morte di Villaggio mi ha toccato nel profondo. 
Mi ricorda mia madre che canta Carlo Martello. 
Mio padre che ride.
Mia sorella liceale curva sui classici greci e latini.
Il tamarindo, le granite, i miei soldatini giapponesi che vincevano tutte le battaglie, le colonne al casello per andare in Riviera, io che mi siedo fra le onde alle 5 di mattino e chiedo perdono per tutto quello che ho combinato nei mesi precedenti. 
Vedo mio nonno che accende una sigaretta e beve un bicchiere di vino bianco e guardando l'orizzonte mi racconta di balene bianche, spiagge albanesi, Balcani e mi chiede di tenere la bocca chiusa.
Vedo mia nonna che si muove nel salone di un albergo con un piatto di un cozze fra le mani. Il volto finalmente sorridente.
Vedo me stesso, timido, malato, pelle e ossa che piange come piango ora, mentre bevo una birra e cerco, senza riuscirci, le parole giuste.
Vedo quella ragazza che prende il sole nuda e si prende gioco di me.
Vedo me stesso che la rivede dieci anni dopo e ci beve sopra dieci birre.

.......

Epic45.
Un grandissimo gruppo.


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Di tutto il resto, di Renzi, di quella merda furbetta di "Insieme", della destra in salsa mediaset, dei leghisti che leccheranno i piedi sempre agli imprenditori distruttori, Sala e i suoi finti oppositori, dei sovranisti in salsa discount, dei grillini feccia, degli esclusi di sinistra che vivono fra musei e repubbliche, degli strafatti quotidianitravaglini, dei festival letterari, dei partecipanti che si lamentano e su cui qualcuno si prende la briga di interrogarmi e bla bla bla vari non me ne frega un cazzo.

Preferisco pensare a domani.
Alla mia voglia di fare 20 km a piedi.

...

E "La corazzata Potëmkin" è un film straordinario come quella battuta memorabile.

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